Sesta/Settima Tappa – Torino / [Milano] / Cremona

Con la tappa al nord si apre la parte autunnale di questo viaggio.

Questa volta abbiamo conosciuto due realtà di produttori e produttrici, una in Piemonte e l’altra in Lombardia. Grandi cascine tipiche della pianura padana, con la tipica corte centrale, chiusa dagli edifici residenziali e dagli annessi agricoli, tutti intorno.

In Piemonte siamo stati alla Cascina Malerbe, a una ventina di chilometri da Torino, dove Alessandra da qualche anno coltiva grano, fa il pane, oltre all’orto sinergico e all’allevamento di galline e asini.dittico piemonte gcthebook

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A Cingia de Botti, vicino Cremona, abbiamo fatto visita alla Cascina delle Cingiallegre, un progetto che esiste da undici anni, grazie a un collettivo che ha scelto la campagna e l’agricoltura per approfondire il percorso politico avviato a partire dall’esperienza in un centro sociale di Cremona. A Cingia coltivano ortaggi per i gas locali, fanno il pane e trasformati.

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Questa tappa ci ha visto passare più tempo del solito in città. A Torino abbiamo preso parte al mercato della rete locale GermogliaTo, al C.S.O.A. Gabrio, presentando il progetto.

Ci siamo fermati due giorni a Milano, per partecipare alle manifestazioni e agli incontri organizzati dalla rete Attitudine No Expo.

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Una tappa durata poco più di una settimana, che potrebbe sembrare un mese!

Abbiamo incontrato contadini e contadine, coproduttori cittadini, visitato orti urbani e un’occupazione abitativa con tanto di gruppo d’acquisto (grazie a S.M.S. per l’ospitalità!) e infine siamo stati a Rimaflow, fabbrica recuperata, per gli incontri su sovranità alimentare e sociale dei territori.

Rimaflow non è solo fabbrica autogestita, ma vuole essere anche spazio per un’altra economia, attraverso progetti di riuso, autoproduzioni alimentari e relazioni con produttori biologici.

Se l’Italia (o l’Eataly) dell’Expo per “nutrire il pianeta” consuma suolo agricolo e invade il periurbano, attraverso clientelismi e speculazioni, l’altra Italia, quella delle alternative dal basso, ecologicamente e socialmente sostenibili, appare più che vivace e non si ferma davanti alle continue esibizioni del potere.

“L’agricoltura contadina non si difende con la celere”

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